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Nel 1125 anno in cui per la prima volta viene citato in un documento, Mombercelli faceva parte della contea di Loreto. Ma si tende a ritenere che la sua fondazione sia da collocare in epoca longobarda. Verso il Mille, questo centro assai dotato di strutture fortificate, estendeva il suo dominio anche sulle terre di Malamorte (Belveglio) e Vigliano.

Nel 1160 il comune di Asti strinse con Mombercelli, che gli aveva giurato fedeltà, un’alleanza militare e provvide ad edificare una propria torre nel recinto del castello.
Durante le lotte tra guelfi e ghibelli Mombercelli fu teatro di vicende sanguinose. prima con la conquista del paese ad opera di Martino Alfieri, poi con la riconquista astigiana accompagnata da spoliazioni e massacri.

Nel 1342 si afferma, sull’Astigiano, il dominio di Galeazzo Visconti. Ma Mombercelli, con altri centri vicini, non venne compreso nei beni dotali concessi a sua figlia Valentina e finì direttamente nell’orbita del Ducato milanese: vi doveva rimanere per oltre tre secoli, fino al 1736 quando passò nei domini sabaudi. Come “feudo imperiale” potè a lungo beneficiare di alcuni privilegi che furono alla base della sua fortuna commerciale.

Di estrazione milanese era anche la famiglia che dal 1538 e per secoli, dominò il castello del luogo: i Maggiolini, in comproprietà con i Bellone e gli Asinari di Bernezzo. Come tutti i paesi dell’area, anche Mombercelli conobbe a lungo l’odioso, pesante gravarne rappresentato dalle alloggiate militari, e dai costi che esse comportavano; la continua presenza di truppe e di sbandati fu anche all’origine della piaga del contrabbando e del banditismo che per lungo tempo assillò la Comunità, gettandola letteralmente sul lastrico.

Durante la guerra tra Cristina di Francia ed i cognati Principi Tommaso e Maurizio, Mombercelli fu occupato dai Francesi fino al 1650 e rioccuato dagli Spagnoli. L’occupazione si ripetè durante la guerra di successione spagnola nel 1736, per cessione dell’Austria, Mombercelli entra a far parte del Regno Sardo.

Di estrazione milanese era anche la famiglia che dal 1538 e per secoli, dominò il castello del luogo: i Maggiolini, in comproprietà con i Bellone e gli Asinari di Bernezzo. Come tutti i paesi dell’area, anche Mombercelli conobbe a lungo l’odioso, pesante gravarne rappresentato dalle alloggiate militari, e dai costi che esse comportavano; la continua presenza di truppe e di sbandati fu anche all’origine della piaga del contrabbando e del banditismo che per lungo tempo assillò la Comunità, gettandola letteralmente sul lastrico.

Durante la guerra tra Cristina di Francia ed i cognati Principi Tommaso e Maurizio, Mombercelli fu occupato dai Francesi fino al 1650 e rioccuato dagli Spagnoli. L’occupazione si ripetè durante la guerra di successione spagnola nel 1736, per cessione dell’Austria, Mombercelli entra a far parte del Regno Sardo.

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Si hanno i primi cenni all’esi­stenza del paese in alcuni atti del ‘400 d.C. Aulianum, Alianum, Ajanum ed anche Aglanum è detto negli antichi documenti, mostrando nella tenninazione “anum” una chia­ra origine romana.

Agliano acquistò rinomanza nel medioevo, per la celebre Bianca Lancia. Federico II di Svevia, figlio dell’imperatore Enrico VI e di Costanza d’Altavilla, nipote del Barbarossa, capitò, intorno al 1225 nel castello di Agliano e si innamorò perdutamente della castellana: la bellissima Bianca Lancia. Federico la portò con sé, e da lei ebbe, a Palermo, un figlio, Manfredi, che fu poi re di Napoli e di Sicilia e che morì, nel 1266 a Benevento, combattendo con­tro Carlo d’Angiò. La figura di Manfredi ispirò a Dante uno dei Passi più belli del Purgatorio: “lo mi volsi ver lui e guardail fi­so: biondo era e bello e di gentile aspetto” .

Terminate le lotte fra Astigiani e Alessandrini, Agliano divenne teatro di quelle fra Guelfi e Ghi­bellini astigiani. Nel 1531 fu aggregato, insieme alla contea di Asti, ai domini dei Savoia, ma la peste del 1629 ed una grande carestia, ridussero il paese a poco più di 300 abitanti. Durante le guerre fra il Duca di Savoia e gli Spagnoli per la suc­cessione del Monferrato, Aglia­no dovette soccombere a molte­plici disastri fra i quali, la di­struzione del suo castello.

Nella storia recente Agliano Terme si distingue per la lotta partigiana. Dopo l’8 settembre 1943, sorge l’esigenza di coordinare, con un organismo superiore, l’azione dei vari comandi delle forma­zioni partigiane e dei C.L.N. Si decise quindi di formare una Giunta di Governo per la zona liberata, la cui sede venne collo­cata presso i locali dell’hotel Fons Salutis.

Nel 1998 ad Agliano Terme venne conferita la medaglia d’oro al valor partigiano per l’importante ruolo avuto duran­te il periodo della Resistenza.

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La Comunità Collinare Val Tiglione e dintorni è un’unione di dodici comuni appartenenti alla provincia di Asti, sorta nel dicembre del 2000 con il fine di promuovere lo sviluppo del territorio dei comuni associati. Prende il nome dal torrente Tiglione.

Ne fanno parte:

  • Agliano Terme
  • Azzano d’Asti
  • Belveglio
  • Castelnuovo Calcea
  • Isola d’Asti
  • Mombercelli
  • Mongardino
  • Montaldo Scarampi
  • Rocca d’Arazzo
  • Vaglio Serra
  • Vigliano d’Asti
  • Vinchio
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Elenco location

  • Istituto Comprensivo di Montegrosso

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